domenica 15 giugno 2008

Le terme di Vals

Allo studio Zumthor si progetta in pantofole.
Si entra, sulla sinistra c'è un bagno di servizio in cui depositare le proprie scarpe, ci si mette in pantofole e si inizia a lavorare sodo. Comodi, sì, ma qui si lavora duro.
I ragazzi dello studio, mossi solo dalla loro passione e voglia di imparare dal grande maestro, passano le giornate e le nottate a progettare, modellare, discutere, litigare. Il risultato, inevitabile come quando si ha a che fare con un genio di tale calibro, è meraviglioso. Le forme rigorose, la pietra locale tagliata ad angolo vivo, i tagli nel muro e nel soffitto che lasciano passare la luce, gli ambienti piccoli e angusti, i percorsi che portano verso ambienti sempre più caldi e irrespirabili, tutto fa pensare a un luogo di sudore e sofferenza. Quella sofferenza da patire, se belli si vuol apparire. Perchè se ci si rilassasse troppo, evitando la doccia di acqua gelida o l'ultima stanza del bagno turco, quella super bollente, non si avrebbe la sensazione di purificazione, di catarsi, necessari per migliorare la pelle e la circolazione.
Poi, si trattiene il fiato e si nuota sotto la cortina di catenelle di ferro, per uscire all'aperto e fare il bagno fra le alpi svizzere.
Non è un centro termale da tutti, quello di Vals.
Non si incontrano in giro grassone a caccia di fanghi anticellulite, ma solo architetti e studenti, disposti ad attraversare le montagne (un percorso catartico anche questo), solo per vedere il capolavoro di Peter Zumthor. Si va fin lì solo per isolarsi dal mondo, per ritrovarsi con se stessi, di fronte alla pietra e all'acqua. Un'esperienza magica, indimenticabile.


domenica 25 maggio 2008

confusione fra i miti dell'infanzia

Sono innamorata di Jovanotti. Dai tempi di Gimme Five, io lo seguo e imparo a memoria ogni sua canzone. Mi tengo informata sui fatti della sua famiglia, come se ne facessi parte. Partecipo alle sue gioie e ai suoi dolori. Ha 15 anni più di me e, come uno zio giovane, ci sono affezionata e lo adoro, qualsiasi cosa lui faccia. Ogni volta che scrive una canzone mi sembra che racconti la mia storia.
Ha cambiato generi musicali con me, oppure io con lui, non so.
E anche quando fa delle cose brutte, anche quando sono con persone che non lo apprezzano, io non lo rinnego: ammetto sempre il mio affetto nei suoi confronti, come quello nei confronti di Cristina D'Avena - mia seconda mamma televisiva.

Ovviamente, quando è uscito l'ultimo album, dedicato al fratello recentemente scomparso - guarda caso - istruttore di volo di alianti e ultraleggeri, ho voluto assolutamente ascoltarlo. Mi è piaciuto, naturalmente. E' stato come rivedere un amico che non sentivo da un po'.
...e poi a un certo punto ho sentito una canzone che mi ha riportata all'infanzia, Mezzogiorno. Il ritornello mi ha ricordato un'altra canzone, colonna sonora della mia infanzia. Nel bene o nel male, mi ha fatto ridere un sacco.
Confrontatele anche voi e ditemi un po'...

ho trovato solo la versione tedesca, ma... rende lo stesso, no?





sabato 24 maggio 2008

Donne e città













Dopo tanto tempo che non succedeva, finalmente ieri mattina ho di nuovo incontrato casualmente il mio mito, Marco Foti. Oltre a elargire i suoi soliti consigli sugli uomini - da evitare accuratamente, pena casini irrimediabili! - ieri mi ha spiegato che Bologna ha bisogno di una ragazza come me.
Bologna non è MIlano - ha spiegato - in cui la vita è frenetica e bisogna andare sempre di corsa: Bologna è una città calma, serena e ha bisogno di ragazze da ammirare e contemplare come me. Anche io del resto - ha concluso - sto bene inserita in questa cornice medievale. La cornice medievale mi dona.
...e la colonna sonora di Beppe Maniglia? ...ci penseremo...

mercoledì 21 maggio 2008

Voci di corridoio...

Oggi ho scoperto che nella mia azienda corra la voce che io sia una stronza...
...mah...!

e pensare che non hanno ancora visto niente!!

sabato 10 maggio 2008

Il miracolo di Facebook

E' un po' di mesi che ho creato il mio profilo su Facebook. Inizialmente l'ho fatto senza troppo entusiasmo: sono grande e stanca di far parte di comunità online. Nè ho tutta questa voglia di fare amicizia o incontrare gente nuova su internet: credo sia inutile e pericoloso.
Però la mia amica Eleonora mi ha consigliato fortemente di farlo e, pur di restare in contatto con lei, ho obbedito.
Senza capirne niente, ho aggiunto tutte le applicazioni più stupide, fatto qualsiasi test mi capitasse sotto mano, per scoprire di avere la personalità di Tigro-di-Winnie-the-Pooh (il mio personaggio preferito, in effetti il test si prometteva "scarily accurate"), ma anche quella di Miranda-di-Sex-and-the-City (anche se mi dicono assomigliare vagamente a Sarah Jessica Parker...saranno i capelli..), oltre che quella di Charlie-di-Lost. Ho curato piantine di banconote, segnato su una pianta tutte le città che ho visitato e scritto diligentemente sul mio "status" tutto quello che mi accadeva.
Piano piano, ho iniziato a trovare tutti gli amici nella rubrica del mio indirizzo e-mail. Ho aggiunto amici di amici.
Poi mi sono chiesta: chissà se Tizio ha l'account su Facebook...? L'ho cercato col "friend finder" e l'ho trovato.
Allora ho provato con un altro nome, un altro, un altro ancora.
Ora ho 70 amici. La maggior parte di loro mi ha aggiunta senza fare nessun commento, senza nessun entusiasmo. Solo per il piacere di avere un contatto in più. In questo mare di vecchi conoscenti o compagni di scuola - con cui non ho più niente da dire quando ci incontriamo per strada, figuriamoci quindi su internet - ho ritrovato, però, anche amici d'infanzia, compagni di avventure e di giochi fantasiosi, confidenti di segreti adolescenziali, amici partiti per un dottorato all'estero, senza salutare.
E su 70 contatti più o meno inutili, ce ne sono una ventina di davvero importanti, con cui finalmente ho ripreso i contatti, dopo mesi e mesi di nulla. E per una chiacchierata di un'ora e mezza da Londra - vi assicuro - ne vale la pena.

domenica 4 maggio 2008

granelli di sabbia












Se non te li lavi subito di dosso - e con energia, anche - te li ritrovi dappertutto.
Si insinuano nelle pieghe dei vestiti, nelle tasche.
E te li porti con te.
Saltano fuori quando meno te li aspetti, fastidiosissimi fra le lenzuola, nelle scarpe. Nella borsa, fra il libro che stai leggendo e le chiavi di casa. Sulle poltrone dell'eurostar, mentre hanno appena annunciato l'ennesimo guasto e il conseguente ritardo, e tu ti chiedi se mai, in 8 anni, tu abbia fatto un viaggio normale. Nel portafogli, mentre cerchi il biglietto da far vedere al controllore, che ti ha appena detto di scendere, per prendere un treno sostitutivo, ma subito dopo ti dice di risalire, chè il danno è stato riparato.
E grazie, per aver scelto le Ferrovie dello Stato. Nella valigia, fra il vestito per il matrimonio di Fabio e Alice e i romanzi di Santo Piazzese.
Si insinuano fra i pensieri: la bozza corretta da rispedire a Paolo, anche se forse voglio rileggerla di nuovo, lo straccio da passare in cucina prima che me ne dimentichi, altrimenti il pavimento diventa uno schifo, la lavatrice già carica da far partire. Ecco, chissà quanti ce ne troverò, adesso che stendo il bucato.
Le mille telefonate da fare, la ruota della bici da sistemare.
Voglio tornare al mare.

domenica 6 aprile 2008

Compleanno internazionale

Stamattina sono stata svegliata da una telefonata da Francoforte. Il mio amico Mirko, lì per lavoro, mi ha chiamata per farmi gli auguri. Tre minuti dopo, squilla ancora il telefono: è mio padre, direttamente da Massafra (nota località terrona), sempre per gli auguri e un po' di chiacchiere. Ha chiamato Paola, da Roma, in partenza per Miami. Mio fratello, da Budapest, Anna e Mark, da Berlino, Michele, in aeroporto in partenza per Barcelona. Ho fatto anche l'aperitivo con Luigi, per sentirmi dire che si sta per trasferire a Taranto (altra nota località terrona, a 18km da Massafra).
Fortuna che gli amici di Bologna hanno festeggiato con me ieri sera!
E' bello avere amici sparsi per il mondo, perchè così si è costretti ad andare a trovarli, ma... MI MANCANOOOO!!!!